• Steve Jobs

Solo voltandosi indietro si possono “unire i puntini”…

Mi piace guardare avanti.

Il passato è andato. Possiamo solo portare a casa le lezioni che ci ha insegnato e possiamo dargli un senso se siamo convinti che nulla capiti a caso.
Alcuni eventi della nostra vita un senso lo hanno senz’altro.
Un senso supremo, qualcosa che solo il tempo ci permetterà di comprendere.

Da ragazzina adoravo i cartoni giapponesi.
Mi dicevano che erano tutte stupidaggini e che educavano alla violenza.
Non mi è mai importato molto del pensiero altrui se non trovavo riscontro nella mia realtà e continuai a guardarli per anni.

Avevo problemi alla schiena in quel periodo ed ero fisicamente “bloccata”. Uscivo molto poco rispetto ai miei coetanei e trovai rifugio in quei fumetti.

I miei “eroi” erano guidati da principi che condividevo. Ognuno si batteva per ciò che credeva giusto, si impegnava per un risultato o per un obiettivo, fosse vincere in uno sport o salvare la terra dagli alieni.
Li vedevo così. Mi identificavo in quei “ragazzi” immaginari che avevano uno scopo importante, una missione da compiere. Sognavo con loro. Imparavo da loro.

Scrivevo tutte le frasi “istruttive” pronunciate dai vari personaggi negli innumerevoli episodi delle loro avventure e in breve tempo riempii quattro quaderni di appunti. Erano le mie “lezioni” preferite.

A scuola mi giocavo quelle segrete “citazioni” nei temi e spesso mi valevano qualche punto o nota di merito. :-)

Quei quaderni sono gelosamente custoditi nel mio cassetto dei ricordi. Tutti ne abbiamo uno. Vecchie foto (di quando ancora potevano essere solo stampe), diari, biglietti dei compleanni, lettere di chi per noi conta o ha contato, piccoli oggetti che portano con sè una storia, un significato.
Se stanno li, in quel posto che abbiamo accuratamente scelto, c’è senz’altro un perché, devono aver rappresentato qualcosa di importante, qualcosa che merita di essere ricordato.

Certe “cose” si ritrovano solo in occasione dei traslochi, per questo il cosiddetto “dimenticatoio” esiste. Se ogni tanto però le vai a cercare e investi qualche ora del tuo tempo per addentrarti in quei “frammenti di vita”, potrai rimanere sorpreso dalle preziose scoperte che potrai fare.
Osserva le vecchie foto: che emozioni ti suscitano?
Rileggi le pagine dei tuoi vecchi diari: che sogni nascondevano?

E’ risaputo che siamo la somma totale dei nostri pensieri e a volte “fare un giretto” nel passato può essere l’occasione per trovare risposte a domande impegnative. Domande che alcuni evitano addirittura di porsi.
Sto facendo ciò che davvero voglio fare?
Dove sto andando?

Se nulla capita a caso, come credo fortemente ormai da diversi anni, in quel tuffo nei ricordi possiamo trovare nuove ispirazioni o semplicemente prendere qualche consapevolezza.

Quando feci questo “esperimento” su me stessa, lo riscontrai chiaramente.
La schiena “bloccata” e la mia esperienza con i cartoons che ho raccontato all’inizio, ad esempio, hanno trovato un senso.

Entrata nel mondo della formazione, a soli 19 anni, ne fui subito conquistata.
Fu amore immediato, coinvolgimento, passione.
Toccai con mano che anche nella realtà c’erano persone guidate da valori simili a quelli dei miei “eroi”. C’era chi credeva fortemente in qualcosa e si impegnava per un risultato personale o professionale, chi non si accontentava del “tanto quanto basta”, chi non si arrendeva davanti alle difficoltà e perseverava, chi aveva uno scopo e non viveva alla giornata senza sapere il motivo per cui si alzava la mattina.

Mi ritrovai catapultata in un mondo che mi affascinava… Mi piaceva stare in quell’ambiente e frequentare quelle persone.

Oggi credo che quei messaggi ricevuti dai cartoni giapponesi, quegli stimoli verso un certo modo di pensare (che forse solo io riuscivo a cogliere), abbiano inciso molto sulle scelte che ho fatto nella mia vita. Di certo hanno inciso sul “come” le ho fatte e sul “come” le ho portate avanti.

A distanza di anni ho compreso.
All’epoca mi sentivo inadeguata per la mia schiena e cercavo per quella via un pò insolita quello che forse tutti gli adolescenti cercano per strade più comuni.
Oggi sono certa che, se la mia situazione fosse stata diversa, quegli stessi cartoons non avrebbero potuto regalarmi le stesse sensazioni, né ispirarmi i medesimi sogni.

Mi piace pensare che abbiano svolto e portato a termine il loro compito.

Un video che amo moltissimo e che spesso mi capita di riascoltare (in effetti ormai lo so quasi a memoria), è il famoso discorso di Steve Jobs all’Università di Stanford nel giugno del 2005.

Nelle sue parole ciascuno di noi può trovare tanti insegnamenti e tanti spunti per sagge riflessioni.
Nella prima parte, la storia che racconta riguarda “l’unire i puntini”…
Non occorre avere fatto grandi imprese. Occorre avere sempre fede che qualsiasi cosa farai, un giorno i puntini si potranno unire.

“…non è possibile unirli guardando avanti, si può fare solo voltandosi indietro…”. - Steve Jobs
Questa è una buona finalità per guardare al passato. Una delle poche.

Roberta Cuttica

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